cattolico razionale

Messaggio a un amico 2022 01 13

La fede della chiesa cattolica è basata sulla: 

  1. religione dell’Impero romano, 
  2. su fantasie 
  3. e su preconcetti
    Dopo questi argomenti, continuo con 
  4. l’uso della chiesa
  5. ipotesi e esperienze personali

  6. Per concludere

 

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Religione dell’Impero romano.

a. Gesù è stato fatto Dio per sostituirlo al dio sole che si festeggiava il 25 dicembre alla fine della Saturnalia,  nonostante si sapesse che non poteva essere nato in dicembre. (I pastori tenevano fuori gli animali quando nacque Gesù.)
b. I romani avevano diversi dei per diverse richieste. I dei sono stati sostituiti con i santi per accontentare ioi romani: Lucia e san Cristoforo per i viaggiatori, Santo Stefano per i musicisti, San Bartolo per i . marinai e così via.

 

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Fantasie

  1. Molte storie nel vangelo sono parafrasi di racconti presi dal vecchio testamento.
    (Si faceva questo perchè molte cose  di Gesù erano sconosciute. Vedi per esempio la il viaggio di Gesù in Egitto che è una parafrase del viaggio di Mosè.) 
  2. Paolo stesso basava il suo “le donne stiano zitte e sottomesse al maschio” sulla Genesi perchè secondo la Genesi, Eva era stato creato dopo Adamo e soprattutto, era in mascopia col diavolo e ingannò Adamo.
  3. Gesù non voleva fare miracoli per evidenziare il valore del suo insegnamento. Lui voleva che noi pensassimo alle sue parabole. 
  4. Gesù riconosceva di non sapere tutto. Vedi le sue parole sulla fine.
  5. Dio ci ha creato l’uomo a sua immagine e noi abbiamo creato Dio a immagine nostro (ovviamente  del maschio potente e saggio).

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l’uso della chiesa

Si dovrebbe andare in chiesa per parlare con Dio e non con coetanei. Per questo dovrebbe regnare il silenzio. Nella chiesa cattolica, Cristo re a Göteborg in Svezia regnava il silenzio

    • prima della messa,
    • durante la comunione
    • e dopo la messa.

Molti cattolici in Italia, non osservano questo.

Le chiese in Italia, prima della messa sembrano come il cinema dove si chiacchiera prima e dopo lo spettacolo, una occasione  per chiacchiere con amici e magari flirts. Per evitare questo, i parroci invitano a leggere il rosario che viene ripetuto meccanicamente senza riflettere sul significato delle preghiere.

Quando ero adolescente a Torino mi ricordo come i compagni andavano alla messa per vedere la ragazza i cui parenti non accettavano contatti con maschi. Cosi sembrano pure fare certi adulti, per farsi vedere di fronte a persone di interesse e magari fare vedere la nuova capigliatura o vestiti appena comprati.

Una volta ho pure sentito una persona spettegolare davanti all’altare.

Questo mi addolora e da molto fastidio.

Mi sono chiesto se magari molti italiani che in genere sono molto socievoli, hanno paura del silenzio, di sentirsi rinnegati. Gente che grida crea stresss allo stesso modo. Questo è comprovato da neurologi che vedono la reazione del sistema limbico in modo antropologico. Noi umani siamo animali di branco.

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preconcetti / arketipi

 

  1. Da  migliaia di anni prima di Gesù si pensava che solo uno che fa miracoli potesse essere vero messagero di Dio.  Vedi Mosè e altre divinità.
  2. Chi avrebbe ascoltato Mosè se avesse messo la donna alla pari nella sua Genesi? Lo stesso vale per Paolo e i padri della chiesa che volevano avere le donne sottomesse quasi come gli animali (si tradusse il “curare” gli animali nella Genesi con “sottomettere”)
    Per questo hanno creato il dogma mariano per cui Maria fosse vergine e non avesse partorito Gesù attraverso la vagina
    e poi non avesse avuto altre gravidanze nonostante si sapeva che Gesù avesse fratelli di cui uno (Giacomo) divenne il primo vescovo.
    Questo preconcetto mariano e la genesi da come è stata scritta da Moseè sono la principale causa del dolore e dei suplizi di tante donne a cominciare da Hypatia (ne ho scritto su questo in witchhunt-in-europe/).
  3. I parroci, ovviamente solo uomini, sembrano avere il monopolio del contatto con Dio non nonstante Gesù avesse diversi dialoghi con donne e Paolo stesso lasciava a done di predicare.
     
    Il dogma mariano,il monopolio dei parroci come intermitente con Dio e l’uso delle chiese in Italia, sono le ragioni più importanti delle mia reazione negativa nei confronti della chiesa cattolica. Ritengo che le donne dovrebbero poter essere parroci come nelle chiese protestanti. Ho sentito molte prediche fatte da donne in Svezia. Li ritengo decisamente migliori perchè parlano con il cuore e sono più conformi all’insegnamento di Gesù.

Un altro preconcetto di cui dovremmo liberarci, è questo:  

  1. Dio non è un saggio vecchio.
    Pure papa Francesco riferisce a  Dio con la parola LUI.
    Dio non ha sesso.Dio ci creò a sua immagine ma preti e artisti maschi hanno fatto Dio a immagine di un grande maschio alfa.

Per molti anni,  i nostri antenati hanno pensato che per creare montagne e oceani, Dio doveva essere un muscoloso Dio e ovviamente maschio. 

A mio avviso, per creare questo Universo ci voleva piuttosto molta intelligenza cosa in cui eccellono in regola, le donne che raramente hanno potuto competere con i muscoli.  Vedi le guerriere vichinghe che vincevano nelle battaglie su uomini, con astuzia e velocità.
In effetti, nella Genesi, Eva era quella che voleva sapere mentre a Adamo interessava magari mostrare qualcos’altro.

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La mia ipotesi
e esperienza personale

  1. Dio non ha bisogno di intercessioni (santi) per ascoltare tutti. Dio ha contatto con noi tutti tramite entanglement.
  2. Come disse Gesù “chi ha orecchie ascolti”. Ascolta e parla con Dio con le orecchie del tuo cuore. Magari urla il tuo dolore oppure chiedi consiglio o ringrazia.
    Pure gli amati che hanno lasciato la vita terrena vogliono forse darci consigli. Anche se ho contatto con diversi di loro, chiedo consiglio sopratttutto a Dio.  Ascoltiamo i nostri cari defunti che lo vivo, sono sempre vicini  anche se non li vediamo. Il fisico Michio Kaku ha parlato su come fare per connettere con loro.
  3. ripetendo formule e mantra come i musulmani non va incontro a Dio. Soddisfi solo te stesso. Dio vuole dialogare con te.
  4. Ogni tanto “un padre nostro” che Gesù ci suggerì di ripetere, ci fa bene, più o meno come una buona meditazione e per ricordarci che Dio è sempre con noi.

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Per concludere

A mio avviso ognuno deve cercare di farsi una sua idea di un Dio. Questo è libertà religiosa. Non creamoci un Dio a nostra immagine. 
Pure Gesù ammetteva di non sapere la natura di Dio.

Sono  un cattolico razionalista e mi piace ascoltare papa Francesco.

  1. Non condivido il deismo di Einstein cche non credeva in un creatore ma mi avvicino come lui al Dio panteista di Spinoza.

  2. Credo in un creatore ma questo creatore può essersi amterializzato nell’Universo (vedi il panteismo di Spinoza) per cui non faccio divisione fra corpo e materia. 
  3. Paolo disse una cosa intelligente cosa che “Studia il creato per avvicinarti al creatore.” Giordano Bruno seguì questo.
  4. In una delle parabole Gesù disse in altre parole “da frutto ai doni e ai prestiti che hai avuto.Un dono che abbiamo avuto è il nostro corpo con il suo  cervello. Per stimolare il cervello, ci fa bene:

 

  1. studiare:
    • storia,
    • le religioni e la loro antropologia
    • le scienze naturali
  2. socializzare
    • e cercare di capire e amare pure il nemico come ci ha insegnato Gesù
  3. curare il nostro corpo:
    (mens sana in corpore sano) con:

    • camminate
    • palestra
    • o altro
  4. riposare con:
    • periodi di silenzio
    • periodi di natura
    • meditazione
      che può essere anche fare qualcosa di facile,
      per esempio pulire o lavare piatti  con molta calma respirando (!)
      (parte del budo giapponese) 

Riccardo Muti, 80 il 28/7

Ottant’anni a breve e mi sono stancato della vita. È un mondo in cui non mi riconosco più. E siccome non posso pretendere che il mondo si adatti a me, preferisco togliermi di mezzo… come nel Falstaff, ‘tutto declina’.

Ho avuto la fortuna di crescere negli anni 50, di frequentare il liceo di Molfetta dove aveva studiato Salvemini, con professori non severi, severissimi… Rimpiango la serietà.

Rimpiango lo spirito con cui Federico II fece scolpire sulla porta di Capua, sotto il busto di Pier delle Vigne e di Taddeo da Sessa, il motto: ‘Intrent securi qui quaerunt vivere puri’
(Entrino sicuri coloro che intendono vivere onestamente). Questa è la politica dell’immigrazione e dell’integrazione che servirebbe…

Non so se dopo la morte davvero ci rivedremo in un mondo migliore… non lo so. Certo non nei Campi Elisi. Spero ci sia tanta luce… mi basta che non ci sia la metempsicosi. Non ho voglia di rinascere, tanto meno ragno o topo, ma neanche leone. Una vita è più che sufficiente».

Ho avuto una formazione cattolica. Ho ammirato molto papa Ratzinger, anche come magnifico musicista. Non credo nei santini di Gesù biondo. Dentro di noi c’è un’energia cosmica che ci sopravvive, perché è divina. Ricordo la morte di mia madre Gilda: ebbi netta la sensazione che il suo corpo diventasse pesante come marmo, mentre si liberava un flusso, l’energia vitale…

Il lockdown l’ho passato a studiare, ma a parte lo studio, è stato orribile. La disumanizzazione si è fatta ancora più profonda. La mancanza di rapporti umani è terrificante. Entri al ristorante e vedi al tavolo cinque persone tutte chine sul loro smartphone… Io non lo posseggo e non lo voglio… La tv avrebbe dovuto approfittare del lockdown per fare trasmissioni educative.

Invece, a parte qualche bel documentario, siamo stati invasi da virologi, da sedicenti ‘scienziati’. Per me scienziato era Guglielmo Marconi!… La banalità della tv e della Rete, questo divertimento superficiale, la mancanza di colloquio mi preoccupano molto per la formazione dei giovani.

Non sono né di destra né di sinistra… Sono tra quelli che tentano di dare indicazioni utili… Io sono nato uomo libero e tale rimango. Sono cresciuto con dettami salveminiani, socialista non bolscevico. Non mi sono mai affiliato a una congrega…

C’è un eccesso di politicamente corretto anche nella musica… con il Metoo, Da Ponte e Mozart finirebbero in galera. Definiscono Bach, Beethoven, Schubert ‘musica colonialista’: ma come si fa? Schubert poi era una persona dolcissima…

C’è un movimento secondo cui dovrebbe esserci un equilibrio tra uomini, donne, colori di pelle diversi, transgender, in modo che tutte le questioni sociali, etniche, genetiche siano rappresentate. Lo trovo molto strano. La scelta va fatta in base al valore e al talento. Senza discriminazioni, in un senso o nell’altro.

Credo nei viaggi dell’amicizia e della pace. Non lavori per il successo, la quantità di applausi e articoli ma lo fai perché capisci che la tua professione è una missione…

Non ho paura della morte… Mi dispiace lasciare gli affetti… Da ragazzi andavamo la sera al cimitero a vedere i fuochi fatui. Ho conosciuto l’ultima prefica, Giustina: raccontava i pregi del morto, disteso sul letto nell’unica stanza della casa, la porta aperta sulla strada, alle pareti la foto del fratello bersagliere e dello zio ardito…

Un mondo semplice e fantastico, che mi manca moltissimo. Per questo le dico che appartengo a un’altra epoca. Oggi il mondo va così veloce, travolge tutto, anche queste cose semplici, che sono di una profonda umanità…

Ai miei funerali non voglio applausi. Sono cresciuto in un mondo in cui ai funerali c’era un silenzio terrificante… Quando sarà il mio turno, vorrei il silenzio assoluto. Se qualcuno applaude, giuro che torno a disturbarlo di notte, nei momenti più intimi…”

Voci dal silenzio

Introduction

Mi sono dedicato  a vedere il film “voci dal silenzio” che alcuni a lipari forse avranno visto prima del periodo della quarantena.

Ascolto questi eremiti e i loro pensieri e scopro che condividono tanta saggezza con l’aiuto di questi ho scritto questo articolo.

Index

  • Introduzione
  • Parole di eremiti
  • Ansia
  • Fuggiamo
  • Chi sei?
  • In famiglia

Entrare in relazione

  • Il dopo

Un psichiatra a Roma disse tempo fa che per coloro che sono autistici questo periodo di stare a casa non ha cambiato nulla nella loro vita.

Molti vivono questo periodo come un periodo di prigionia

Scopro che questi eremiti ci possono insegnare come vivere questa “prigionia”.

 

Quei nostri amici eremiti che vivono lontani “dal mondo”, stanno come sempre sono stati. Per loro non è cambiato nulla.

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Parole di eremiti

Ecco alcune frasi degli eremiti che hanno condiviso pensieri nel film “voci dal silenzio”:

  • l’eremita si spoglia di tutte le cose che non sono essenziali alla sua vita.

 sulla solitudine

  • Distinguere solitudine  e isolamento
  • la solitudine, un momento  per misurare il rapporto con il creato
  • si rischia di essere un uomo creato dagli altri, infine infelice
  • vigilare sulla natura dei pensieri

Sulla natura

  • Una relazione nuova con quello che ci circonda
  • il vivere nella natura, nostra madre
  • essere e lasciar essere
  • Prigionia nei propri orizzonti
  • viaggio dall’esteriorità all’interiorità

Sul silenzio

  • Bisogno di tempi, luoghi e silenzio per ricompormi
  • il silenzio è lo scrigno dove è deposta la parola a cui dobbiamo dare valore
  • la mente non accetta il silenzio.

Questi hanno partecipato:

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Ansia

Un mio amico psicologo, mi disse tempo fa che se fuggi l’ansia, l’ansia ti rincorre. Lo devi invece affrontare l’ansia.

 

Gli esperti di neurologia cognitiva dicono che i segnali di allarme che sentiamo come ansia e batticuore partono dall’amigdala,  Noi umani siamo animali da branco e nel branco ci sentiamo sicuri, protetti. Se all’improvviso ci ritroviamo soli, l’amigdala del nostro sistema limbico è programmato a segnalarci  pericolo e lo avvertiamo come ansia e batticuore. <L’istinto è di  fuggire e ricorrere al riparo. Dobbiamo riprogrammare la nostra amigdala con la respirazione e ripetutamente dirci “Stai tranquillo, non è pericoloso stare da solo e rinchiusi.”

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Fuggiamo

Scopriamo magari ora in questo isolamento forzato chi siamo e che fuggiamo in molti modi magari non essendone coscienti.

  • Alcuni accendono la televisione che da una illusione di non essere soli,
  • altri si sentono meno soli se sii mettono l’auricolare per  ascoltare radio o musica.
  • Altri ancora se ne vanno al paese, al supermercato o fanno un giro in macchina.
  • molti si mettono a giocare con il computer o socializzare online.

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Chi sei?

Questa è una domanda difficile. Ora nel nostro “eremo”, è il momento migliore per dedicarsi a questa domanda.

Quali sono i tuoi pregi e difetti? Se conosci i tuoi pregi non hai bisogno di drammatizzare e ingrandire i tuoi difetti.

  •  Sei uno che grida spesso?
  • Sei uno che si arrabbia spesso?
  • Sei uno che fa il trombone?
  • Sei un che spesso ricorre alle bugie?
  • Sei timido e non riesci a esprimerti?

Io qui parlo di difetti a cui magari puoi rimediare da solo. Per altri hai magari bisogno di parlare con uno psicologo.

Riconoscere i difetti

Se riconosci i tuoi difetti, hai la possibilità di rimediare a questi e crescere, fare un passo avanti nella vita.

Accettare i difetti

Per trovare soluzioni ai nostri difetti, dobbiamo prima di tutto trovare pace nella nostra anima.

Nessuno è perfetto. Abbiamo tutti i nostri piccoli e grandi  difetti. Per affrontare questi è importante prima di tutto accettarli, dicendosi per esempio:

“Io ho questi difetti ma non sono solo ad averli. Non ho bisogno di vergognarmi di questi. Faccio il meglio possibile.”.

Devi farti amico con te stesso. Solo allora hai la possibilità di trovare rimedio.

trovare rimedio

  • Hai veramente bisogno di agire così
  • Hai provato altri modi di fare?
  • Non è che nascondi una timidezza dietro un sipario di falsa sicurezza?
  • O nascondi che non sei abbastanza sicuro di quello che dici?

Visto il danno economico che molti di noi sentiremo nel dopo corona, abbiamo una occasione per trovare rimedio. Come possiamo prevenire futuri eventi simili?

In famiglia

Se invece vivi questa prigionia  in famiglia hai magari altre possibilità. Se la tua  relazione ora viene messa a prova, questo è il momento di fare progresso nella tua relazione e renderla più forte. Sai essere umile? Non imporre la tua volontà in famiglia ma ascolta invece. Loro, piccoli o grandi, magari ti possono insegnare qualcosa. Puoi contribuire tu cambiando qualcosa in te stesso?

Entrare in relazione

Per poter amare il prossimo devi prima di tutto amare te stesso. Questo lo abbiamo forse sentito tante volte.

Ho sentito che Ci sono molti qui nel sud che si sposano per trovare una sistemazione.  Una monaca tibetana Tenzin Palmo Jetsunma disse nel 2008  “Se entri in una relazione e speri di realizzare te stesso con l’aiuto del tuo prossimo, quella relazione forse non durerà.<

Il dopo

Magari usciamo da questa prigionia e scopriamo di essere più bravi nel dialogare con il prossimo, scopriamo di essere più forti e non abbiamo più bisogno di fare i tromboni o imporre la nostra volontà, gridando e minacciando.

Scopriamo magari che non abbiamo più bisogno di correre, di fuggire.

Scopriamo magari che siamo diventati più indipendenti e umili.

Scopriamo magari che ci sono altre strade da intraprendere invece di lamentarsi e arrabbiarsi.

Scopriamo che dobbiamo aiutare chi ora si trova senza lavoro, senza mezzi, chi ha perso tutto.

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia

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introduzione

Lucia è una santa molto celebrata ogni anno il 13/12 nelle scuole  e chiese protestanti in Svezia.

Index

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storia

Riporto quì parte dei testi su Wikipedia.

Lucia di Siracusa, conosciuta come santa Lucia (Siracusa, 283 – Siracusa, 13 dicembre 304), è stata una martire cristiana … durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa che ne onorano la memoria il 13 dicembre.

È una delle sette vergini menzionate nel Canone romano e per tradizione è invocata come protettrice della vista a motivo dell’etimologia latina del suo nome (Lux, luce). Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia. Il luogo di culto principale è la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa.

L’agiografia di Lucia …  narra di una giovane nata sul finire del III secolo, appartenente ad una nobile famiglia cristiana di Syracusæ, orfana di padre dall’età di cinque anni e promessa in sposa a un pagano seppur in segreto voto di verginità. La madre di Lucia, Eutychia, da anni ammalata di emorragie, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le giovava. Allora Lucia ed Eutychia si recarono in pellegrinaggio al sepolcro di sant’Agata, catanese martire nel 231, pregandola di intercedere per la guarigione. A Catania, il 5 febbraio dell’anno 301, dies natalis di sant’Agata, Lucia si assopì durante la preghiera e vide in sogno la santa catanese circondata da schiere angeliche dirle: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”.

Al constatare l’avvenuta guarigione di Eutychia, mentre facevano ritorno a Siracusa, Lucia esternò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo, e di donare il suo patrimonio ai poveri. Per i successivi tre anni, ella visse dunque a servizio di infermi, bisognosi e vedove della città. Il pretendente, vedendo la desiderata Lucia privarsi di tutti gli averi ed essendo stato rifiutato da quest’ultima, volle vendicarsi denunciandola come cristiana. Erano infatti in vigore i decreti della persecuzione dei cristiani emanati dall’imperatore Diocleziano.
Fu processata e condannata a morte sul rogo.L le cavarono gli occhi e infine decapitatata. 

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chiese e santuari

 
Il suo corpo è conservato nel Santuario di Lucia ex Chiesa di San Geremia a Venezia

Aa Siracusa, città nativa di Lucia,  si sono due chiese dedicate a Santa Lucia.

  1. La chiesa di Santa Lucia alla Badia[1] è una chiesa di Siracusa, situata in piazza Duomo e dedicata alla Santa Patrona siracusana. ( Wiki )
  2. La chiesa di Santa Lucia, il convento dei frati minori francescani e il vicino Sepolcro della Santa erano definiti extra moenia poiché isolati rispetto alla restante parte di Siracusa (anche per questa ragione veniva chiamata chiesa di Santa Lucia fuori le mura),[1] e si trovano nel quartiere Santa Lucia. ( Wiki )

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Il seppellimento

Il Seppellimento di santa Lucia è un dipinto di Caravaggio, a olio su tela (408×300 cm), attualmente conservato nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, in Piazza Duomo, a Siracusa.

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Sankta Lucia in italiano

Sul mare luccica l’astro d’argento, placida è l’onda, prospero è il vento.
Sul mare luccica l’astro d’argento, placida è l’onda, prospero è il vento.
Venite all’agile barchetta mia, Santa Lucia, Santa Lucia.
Venite all’agile barchetta mia, Santa Lucia, Santa Lucia.
Con questo zeffiro così soave, oh, come è bello star su la nave.
Con questo zeffiro così soave, oh, come è bello star su la nave.
Su passeggeri venite via, Santa Lucia, Santa Lucia.
Su passeggeri venite via, Santa Lucia, Santa Lucia.
O dolce Napoli, o suol beato, ove sorridere volle il Creato.
O dolce Napoli, o suol beato, ove sorridere volle il Creato.
Tu sei l’impero dell’armonia, Santa Lucia, Santa Lucia.
Tu sei l’impero dell’armonia, Santa Lucia, Santa Lucia.

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Sankta Lucia in svedese

Ogni anno il 13/12, la scuola comincia con il canto e una processione dedicata a Santa Lucia. I ragazzi si preparano per questo con l’insegnante di musica le settimane prima del 13/12. Gli alunni scelgono insieme chi sarà la santa Lucia in testa alla processione. Dopo la processione e il canto cominciano le lezioni.

Svedese Italiano
Sankta Lucia,
ljusklara hägring,
sprid i vår vinternatt
glans av din fägring.

Drömmar med vingesus under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.
Drömmar med vingesus under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.

Kom i din vita skrud,
huld med din maning.
Skänk oss, du julens brud,
julfröjders aning.

Drömmar med vingesus under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.

Drömmar med vingesus under oss sia,
tänd dina vita ljus, Sankta Lucia.

 Santa Lucia, luminosa visione,
Difondi nella nostra notte d’inverno
Un barlume della tua bellezza. 

Sogni di fruscìo di ali
Accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Sogni di fruscìo di ali
Accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Vieni nelle tue vesti bianche,
Gentile con la tua chiamata.
Concedici o sposa di Natale
Un’idea di allegria natalizia.

Sogni di fruscìo di ali
Accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Sogni di frusìo di ali
Accendi le tue candele bianche, Santa Lucia.

Discorsi sugli animali.

 

Parti selezionate da articolo di Maurizio Bettini.

L’articolo per intero si trova su Repubblica  ROBINSON - 19/9 2020.

i filosofi stoici

“non accettavano il principio che uomini e bestie potessero essere legati fra loro da una qualsiasi forma di “diritto”….
 
Plutarco e Porfirio – i difensori degli animali
“gli animali sono dotati di ragione, e in varia misura anche di linguaggio; fra uomini e animali sussiste una forma di “parentela” 
 
la Bibbia
Genesi:
“Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza … e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
 
Filone:
“smettiamola dunque di criticare la natura e di commettere sacrilegio. Elevare gli animali al livello degli uomini e garantire così l’uguaglianza a chi uguale non è, costituisce la peggiore delle ingiustizie”».
 
Agostino
“non te lo hanno detto gli animali se il loro gemito al momento del parto, sia un canto o un lamento … Chi può sapere se i moti e i suoni che gli animali manifestano in questa occasione – essi che sono muti, e non possono perciò rivelare ciò che accade dentro di loro – non solo non esprimano dolore, ma addirittura una qualche forma di piacere?”.
 
Eliano di Palestrina
Eliano aveva la tesi che gli animali dispongono di virtù
  • quali la saggezza,
  • la pazienza,
  • la temperanza,

Riteneva che gl animali  hanno”qualità intellettuali e morali non solo pari, ma addirittura superiori a quelle degli uomini”
Scriveva anche che:

«La natura ha dotato gli animali di un’immensa varietà di voci e di linguaggi, proprio come ha fatto con gli uomini.».
 
la differenza  fra le emissioni sonore umane e quelle animali sono:
  • le prime sono dotate di “articolazione”, si strutturano cioè in parole capaci di organizzarsi in discorso;
  • le voci degli animali invece non godono di questa possibilità.

Il mio sogno per Lipari

 

Sono venuto a Lipari la prima volta quando avevo 13 anni, nel 1966. Venivamo a Lipari con la nave Lipari (foto sopra) e abitavamo al hotel Rocce Azurre della famiglia del Bono, dove ho fatto le mie prime immersioni e scoperte.

Mia madre come diversi amici, Sergiu Celibidache e Hunziger, amava Lipari e per questo hanno comprato un rudere nel 1967 da una famiglia  (Cristò) emigrata per andare a vivere a Sydney.
Mia madre è poi venuta da Torino nel 1975 per vivere quì permanentemente e è poi morta quì nel 1998.

Io ho seguito mia madre e mi sono trasferito quì 2018 dopo la mia pensione.

Lipari era nel sessanta, un paradiso dove c’erano poche macchine e i trasporti si facevano con gli asini, i tricicli Motoguzzi o i scooter (nella foto a destra, Io sulla mia Lambretta in via Umberto Primo  nel1969). La nostra casa è stata ricostruita portando su tutto il materiale con gli asini. Allora non era ancora arrivata l’invasione della plastica.

Non possiamo ritornare indietro nel tempo. Magari non lo vogliamo nemmeno. Ma almeno possiamo ricreare un poco di quel benessere che c’era allora.

Il mio sogno è di ricreare un poco di quel paradiso che una volta Lipari era. Un paradiso per gli isolani e per chi ci viene a soggiornare. 

  1. Una Lipari senza discariche lungo i sentieri e intorno ai bidoni.
  2. Una Lipari con marciapiedi dove i genitori possono portare i loro piccoli in passeggino.
  3. Una Lipari dove le strade sono viabili anche per ciclisti, senza buche e tanti dislivelli.
  4. Una Lipari con meno macchine.
  5. Una Lipari con autisti che rispettano la velocità  e la sicurezza del prossimo, pedone, ciclista  e  chi si sposta in scooter.
  6. Una Lipari con sentieriliberi da rovi e spina di Cristo.
  7. Il mio ultimo sogno è che Lipari diventi un buon esempio per altre isole nel Mediterraneo
     un ‘isola che abbia anche un turismo invernale per chi fugge il freddo e il buio del nord, per fare  treekking,
    un ‘isola per gli europei del nord Europa che vogliono vivere la pensione quì.

I Liparoti hanno tanta forza, volontà e motivazione. In Sicilia salendo su a Novara di Sicilia, la strada è perfetta e si vedono ciclisti allenarsi con le loro bici da corsa. A Salina sono riusciti a ricreare una isola plastic-free.

 

Il mio sogno per Lipari

 

Sono venuto a Lipari la prima volta quando avevo 13 anni, nel 1966. Venivamo a Lipari con la nave Lipari (foto sopra) e abitavamo al hotel Rocce Azurre della famiglia del Bono, dove ho fatto le mie prime immersioni e scoperte.

Mia madre come diversi amici, Sergiu Celibidache e Hunziger, amava Lipari e per questo hanno comprato un rudere nel 1967 da una famiglia  (Cristò) emigrata per andare a vivere a Sydney.
Mia madre è poi venuta da Torino nel 1975 per vivere quì permanentemente e è poi morta quì nel 1998.

Io ho seguito mia madre e mi sono trasferito quì 2018 dopo la mia pensione.

Lipari era nel sessanta, un paradiso dove c’erano poche macchine e i trasporti si facevano con gli asini, i tricicli Motoguzzi o i scooter (nella foto a destra, Io sulla mia Lambretta in via Umberto Primo  nel1969). La nostra casa è stata ricostruita portando su tutto il materiale con gli asini. Allora non era ancora arrivata l’invasione della plastica.

Non possiamo ritornare indietro nel tempo. Magari non lo vogliamo nemmeno. Ma almeno possiamo ricreare un poco di quel benessere che c’era allora.

Il mio sogno è di ricreare un poco di quel paradiso che una volta Lipari era. Un paradiso per gli isolani e per chi ci viene a soggiornare. 

  1. Una Lipari senza discariche lungo i sentieri e intorno ai bidoni.
  2. Una Lipari con marciapiedi dove i genitori possono portare i loro piccoli in passeggino.
  3. Una Lipari dove le strade sono viabili anche per ciclisti, senza buche e tanti dislivelli.
  4. Una Lipari con meno macchine.
  5. Una Lipari con autisti che rispettano la velocità  e la sicurezza del prossimo, pedone, ciclista  e  chi si sposta in scooter.
  6. Una Lipari con sentieriliberi da rovi e spina di Cristo.
  7. Il mio ultimo sogno è che Lipari diventi un buon esempio per altre isole nel Mediterraneo
     un ‘isola che abbia anche un turismo invernale per chi fugge il freddo e il buio del nord, per fare  treekking,
    un ‘isola per gli europei del nord Europa che vogliono vivere la pensione quì.

I Liparoti hanno tanta forza, volontà e motivazione. In Sicilia salendo su a Novara di Sicilia, la strada è perfetta e si vedono ciclisti allenarsi con le loro bici da corsa. A Salina sono riusciti a ricreare una isola plastic-free.

 

Il mio sogno per Lipari

 

Sono venuto a Lipari la prima volta quando avevo 13 anni, nel 1966. Venivamo a Lipari con la nave Lipari (foto sopra) e abitavamo al hotel Rocce Azurre della famiglia del Bono, dove ho fatto le mie prime immersioni e scoperte.

Mia madre come diversi amici, Sergiu Celibidache e Hunziger, amava Lipari e per questo hanno comprato un rudere nel 1967 da una famiglia  (Cristò) emigrata per andare a vivere a Sydney.
Mia madre è poi venuta da Torino nel 1975 per vivere quì permanentemente e è poi morta quì nel 1998.

Io ho seguito mia madre e mi sono trasferito quì 2018 dopo la mia pensione.

Lipari era nel sessanta, un paradiso dove c’erano poche macchine e i trasporti si facevano con gli asini, i tricicli Motoguzzi o i scooter (nella foto a destra, Io sulla mia Lambretta in via Umberto Primo  nel1969). La nostra casa è stata ricostruita portando su tutto il materiale con gli asini. Allora non era ancora arrivata l’invasione della plastica.

Non possiamo ritornare indietro nel tempo. Magari non lo vogliamo nemmeno. Ma almeno possiamo ricreare un poco di quel benessere che c’era allora.

Il mio sogno è di ricreare un poco di quel paradiso che una volta Lipari era. Un paradiso per gli isolani e per chi ci viene a soggiornare. 

  1. Una Lipari senza discariche lungo i sentieri e intorno ai bidoni.
  2. Una Lipari con marciapiedi dove i genitori possono portare i loro piccoli in passeggino.
  3. Una Lipari dove le strade sono viabili anche per ciclisti, senza buche e tanti dislivelli.
  4. Una Lipari con meno macchine.
  5. Una Lipari con autisti che rispettano la velocità  e la sicurezza del prossimo, pedone, ciclista  e  chi si sposta in scooter.
  6. Una Lipari con sentieriliberi da rovi e spina di Cristo.
  7. Il mio ultimo sogno è che Lipari diventi un buon esempio per altre isole nel Mediterraneo
     un ‘isola che abbia anche un turismo invernale per chi fugge il freddo e il buio del nord, per fare  treekking,
    un ‘isola per gli europei del nord Europa che vogliono vivere la pensione quì.

I Liparoti hanno tanta forza, volontà e motivazione. In Sicilia salendo su a Novara di Sicilia, la strada è perfetta e si vedono ciclisti allenarsi con le loro bici da corsa. A Salina sono riusciti a ricreare una isola plastic-free.

 

La Sicilia

La Sicilia come descritta dalla messinese Rosa Cutrufelli 29/3 2020 nell’intervista “Fa impressione questa Sicilia isolata” In Repubblica edizione locale di Palermo

un luogo di approdo, dimescolanza e ibridazione che ora si chiude

La Sicilia è, per sua natura, un luogo di approdo, una specie di piattaforma in mezzo al Mediterraneo, più volte invasa, più volte colonizzata. E le colonie, come si sa, sognano l’autonomia e a volte anche l’autarchia, il sogno di bastare a se stesse. Ma la mescolanza, l’ibridazione, è la loro storia e la loro cultura. Ecco perché fa tanto effetto questo isolamento dovuto all’emergenza virus, questo rinchiudersi ‘”a tana” che, considerando le nostre vicende umane, sembra un po’ contro natura».

Il rapporto contradittorio con il mare, fonte di pericolo e lavoro

Sciascia coglie da par suo il rapporto contraddittorio dei siciliani con il mare. Per secoli, il pericolo è venuto dal mare, le invasioni, i pirati, gli eserciti. Perciò la gente si spostava nell’interno e costruiva paesi che voltavano le spalle al litorale: lontano dagli occhi, lontano dal cuore, come si usa dire. Così è nato anche Graniti, il paese dell’entroterra taorminese dove ho vissuto durante la mia infanzia. Ma non sempre e non per tutti il mare era nemico. Per molti, al contrario, era fonte di sostentamento, di lavoro. Prima per i pescatori, poi, con le vacanze di massa, per gli operatori turistici. È stato il turismo ad addomesticare il Mediterraneo. Ma oggi purtroppo stiamo tornando indietro e il nostro mare è di nuovo avvertito come un pericolo. Un luogo di morte per i tanti disperati che scappano dai lager libici, dalla fame e dalla desertificazione di intere zone del nostro pianeta».

Lo stretto di Messina, metafora delle opposte esigenze

lo Stretto di Messina rappresentava la voglia di fuga dall’Isola e al tempo stesso la nostalgia, il bisogno del ritorno. E Scilla e Cariddi, i guardiani delle sponde, erano lì a ricordarmi la complessità dei nostri desideri, il nostro eterno dibatterci tra opposte esigenze. Era bello progettare la fuga, ma era anche doloroso. La verità è che quel braccio di mare, come scrive Vincenzo Consolo, è la metafora stessa dell’esistenza: “lo stretto obbligato, il tormentato passaggio in cui l’uomo può perdersi, può perdere la ragione, imbestiandosi”».

L’sola delle madri

Il suo ultimo libro si trova su Amazon
https://www.amazon.it/Lisola-delle-madri-Maria-Cutrufelli-ebook/dp/B084H61LB7/ref=sr_1_1?_

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La Sicilia e il governo

Una copia da Live 24.it per diffusione sulla mia rete:

I decreti del Governo e le ordinanze delle Regione non frenano il continuo esodo verso la Sicilia di gente che senza pensare alle conseguenze cerca di rientrare nell’isola. Ieri sera, dopo che il presidente della Regione Calabria ha disposto la chiusura degli ingressi nelle province calabresi, sono stati presi d’assalto gli imbarcaderi di Villa San Giovanni, da dove ormai partono solo pochi traghetti al giorno, destinati per lo più ai pendolari del settore sanitario che devono raggiungere i presidi ospedalieri. Il presidente Musumeci ha denunciato l’ennesima falla nel sistema di controllo e chiesto responsabilità alla gente: “Non è possibile – ha dichiarato in un post su Facebook – e non accetto che questo accada. Ho chiesto al prefetto di intervenire immediatamente. C’è un decreto del ministro delle Infrastrutture e del ministro della Salute che lo impedisce. Pretendo che quell’ordine venga rispettato e che vengano effettuati maggiori controlli alla partenza. Il governo nazionale intervenga perché noi siciliani non siamo carne da macello! Possono passare, alla luce del provvedimento nazionale, solo i pendolari che svolgono servizio pubblico, come sanitari, forze armate e di polizia. Basta. Stiamo facendo sacrifici enormi e bisogna dare certezze a tutti i cittadini che questa fase è seguita con impegno”.Ieri sera lo stesso Musumeci era stato a Messina per un vertice sull’emergenza Coronavirus, al quale hanno preso parte il prefetto Maria Carmela Librizzi, il sindaco Cateno De Luca, i vertici delle Forze dell’ordine e delle Aziende sanitarie peloritane.
Nella sede della prefettura, il governatore ha illustrato tutte le misure già adottate nelle strutture ospedaliere del capoluogo e della provincia messinese per fronteggiare l’emergenza in atto e le iniziative per contrastare un eventuale picco dell’epidemia.
In particolare è stato organizzato un Piano, che ricalca il profilo epidemiologico delle aree del Nord maggiormente esposte, che prevede una dotazione adeguata di posti letto Covid-19 con oltre 110 posti di terapia intensiva distribuiti su vari presidi ospedalieri. Si tratta di una programmazione che per buona parte è stata già messa in atto con la riconversione di un plesso del Policlinico Martino (padiglione H) e dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto e la graduale trasformazione del cosiddetto ‘Papardino’ presso il presidio Papardo di Messina e dell’ospedale di Sant’Agata di Militello.

L’assessore alla Salute Ruggero Razza ha quindi descritto quanto è stato predisposto per i pazienti contagiati dell’Istituto Bonino Pulejo, del personale e degli ospiti e gli operatori della casa di riposo in cui si sono registrati dei casi di Coronavirus. Altre ipotesi di lavoro su iniziative di prevenzione sono state avanzate dal prefetto e dal sindaco, mentre i dirigenti sanitari hanno fatto il punto sul cronoprogramma dei lavori in corso nelle strutture ospedaliere.

Prima del vertice, il governatore e Razza hanno effettuato un sopralluogo proprio negli ospedali della città dove la riconversione è già stata avviata. Quella di ieri è la seconda visita nelle strutture ospedaliere, dopo il San Marco a Catania sabato pomeriggio. Nei prossimi giorni sarà la volta del Palermitano. “Ci siamo mossi con largo anticipo proprio per anticipare il virus – ha detto il governatore Musumeci -. Al Policlinico ho trovato un fronte già attrezzato per reggere un urto che nessuno vorrebbe mai attendersi. Anche al Papardo si sta lavorando con grande efficienza e presto, oltre al reparto che ospita già alcuni concittadini contagiati, sarà attrezzato un intero plesso con ulteriori posti letto dedicati alla pandemia”.
Durante il sopralluogo, il presidente ha avuto modo di confrontarsi con gli operatori sanitari, ai quali ha espresso l’apprezzamento proprio e del popolo siciliano per l’impegno che stanno profondendo.